Quell’Italicum ricorda tanto la “Legge Acerbo”

Il sistema istituzionale di uno Stato non si determina esclusivamente attraverso il disposto costituzionale, bensì pure – fra l’altro – con la legge elettorale. Per questo motivo è importante, analizzando la riforma costituzionale, guardare anche alle norme che regolano le elezioni.

Al momento non è ben chiara la sorte dell’Italicum. Il presidente del Consiglio non ne ha escluso modifiche, ma non assume alcuna iniziativa in proposito, rimettendo a quella di altri; mentre, come è noto, la Corte Costituzionale si pronuncerà dopo il referendum. Allo stato, la legge elettorale in vigore per per le prossime elezioni nazionali è la n. 52/2015 (c.d. “Italicum”), recante “Disposizioni in materia di elezione della Camera”: è stata approvata dal Parlamento al posto della legge n. 270/2005 (c.d. “Porcellum”), dichiarata incostituzionale, che disciplinava l’elezione sia della Camera che del Senato.

Clicca QUI per leggere l’articolo integrale da La nuova Bussola Quotidiana, 10 ottobre 2016

Pubblicato anche sul sito del Centro Studi Rosario Livatino

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