Verso il partito unico

Forse è stata l’euforia per la vittoria appena conseguita a fare saltare certi “filtri”, oppure si è trattato di un eccesso di quelli che a volte colgono chi si sente “potente”, fatto sta che la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà, intervistata da Diego “Zoro” Bianchi – conduttore di Gazebo, programma di Rai Tre – all’uscita dalla Camera dei Deputati mercoledì 11 maggio 2016, subito dopo l’approvazione della legge sulle “unioni civili” che porta  il suo nome, si è lasciata andare a dichiarazioni che confermano quanto gli osservatori più attenti affermano da tempo.

Preoccupa certamente l’annuncio di interventi che supereranno addirittura quanto già previsto dalla legge Cirinnà in tema di unioni civili con l’equiparazione totale di tutti i tipi di unioni, quindi anche con la possibilità, ad esempio, di adottare bambini, con buona pace di chi vorrebbe spacciare il ddl appena approvato per un buon compromesso che ha evitato il peggio.

Ma a dovere preoccupare sono ancor di più le modalità e i tempi di realizzazione – validi anche per l’approvazione di altre leggi riguardanti temi sensibili come, ad esempio, droga libera o eutanasia – illustrati dalla senatrice Cirinnà: a ottobre vittoria del sì al referendum costituzionale, poi congresso del PD e infine approvazione delle leggi dopo l’elezione del nuovo Parlamento (con i poteri attribuiti dalla riforma costituzionale, il che lascerebbe tra l’altro supporre la volontà, in caso di vittoria del sì al referendum, di “capitalizzare” andando subito alle elezioni per ottenere quella maggioranza larghissima prevista dall’attuale sistema elettorale per la lista più votata).

Da notare, infine, quell’esclamazione finale, alla battuta dell’intervistatore sulla possibilità che il PD diventi «l’unico» partito, un deciso «Magari!» che fa intuire reconditi e poco democratici desideri di eliminare ogni opposizione.

Questo dunque il progetto che qualcuno sembrerebbe volere realizzare in Italia, snodo fondamentale sarà il referendum costituzionale di ottobre, leggere e ascoltare certe dichiarazioni fornisce già tanti buoni motivi per votare no.

BLB

Trascrizione dell’intervista a Monica Cirinnà trasmessa a Gazebo

Zoro: Da pioniera sei contenta?

Cirinnà: Sì, da pioniera sono contenta, abbiamo fatto solo il primo passo, arriveremo all’uguaglianza piena.

Z: Quando, fra quanto?

C: Il prossimo parlamento.

Z: Ma tu che sei pioniera, più o meno quanto ci si mette?

C: Il prossimo parlamento, il prossimo congresso del PD avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni.

Z: Aspetta, il parlamento o il congresso del PD? Che non è la stessa cosa.

C: E no, il PD è l’unico vero partito che ha cambiato questo Paese.

Z: Sì, però poi ci vuole tutto il parlamento insieme per…

C: No, perché in ottobre, noi finalmente sanciremo che il bicameralismo perfetto è finito, dopo il referendum faremo il congresso del PD, tutte le mozioni avranno il matrimonio egualitario, il prossimo parlamento farà il matrimonio egualitario perché il PD sarà il partito di maggioranza del nuovo parlamento.

Z: Forse pure l’unico.

C: Magari!

Guarda il video (in particolare dal minuto 28:37 al minuto 29:26)

Gazebo Cirinnà

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