La verità sul Family Day

Queste riflessioni le scrivo per gli amici che non sono potuti o voluti venire a Roma al Family Day di sabato 30 gennaio 2016 al Circo Massimo – ma mi hanno chiesto com’è andata – e soprattutto per qualcuno che – direttamente o indirettamente – mi ha rivolto parole intolleranti e anche violente.

Io al Family Day ci sono stato, sono partito in pullman venerdì sera per ritornare subito dopo la fine della manifestazione; il viaggio l’ho pagato di tasca come tutti.

Ho incontrato, fin dalle soste in autogrill e poi al Circo Massimo, tanta bella gente gioiosa e festante, tantissime famiglie, uomini e donne di ogni età, anche tanti giovani, con storie e percorsi tra i più diversi, un popolo vivo e consapevole, determinato a riaffermare la verità sulla famiglia e la natura umana.

Al netto della posizione isolata e non rappresentativa né significativa di qualche singolo – che mi riferiscono anche se personalmente non ho incontrato ma che non posso escludere possa esserci stato, in fin dei conti presenza che può essere fisiologica e non sempre controllabile nei grandi numeri – dal palco e tra la gente giunta a Roma da tutta Italia è stato chiaro il rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione e decisa la proposta di un modello di famiglia rispetto al quale – fermi restando i diritti individuali derivanti dalle convivenze e già riconosciuti nell’ordinamento italiano – non sono equiparabili altre forme di unione che, con l’approvazione del ddl Cirinnà, avrebbero tra l’altro accesso alle adozioni gay e alla pratica aberrante dell’utero in affitto, con donne rese di fatto schiave all’estero e bambini privati dei diritti umani fondamentali.

La gente del Family Day è, dunque, gente comune, che non ha dietro nessun potente, non ha dietro, ad esempio, i grandi mezzi di comunicazione, in questi giorni troppo spesso di parte nel dare le informazioni, non ha dietro Facebook con i suoi profili arcobaleno, né le pubblicità arcobaleno dei vari Ikea, Ebay, Coop, Eataly e via elencando: i potenti evidentemente stanno dietro ad altri.

Per il resto le coppie “di fatto”, se etero, andrebbero lasciate libere di restare tali e non diventare di “diritto” sposandosi, se questa è la loro scelta; per le coppie gay, invece, tutto il rispetto possibile ma nessuna legge può cambiare la natura del matrimonio e sul punto sono certo di non fare torto a nessuno perché più volte ho trovato concordi anche amici omosessuali.

Andiamo ai numeri, ammetto di non avere contato tutti uno per uno per verificare se eravamo due milioni, un milione, mezzo milione, un’assemblea condominiale con manie di grandezza o semplicemente quattro amici al bar; una cosa però la so, una manifestazione nazionale a Roma se riempie Piazza San Giovanni è un successo, se riempie il Circo Massimo è un successone, se invece, come nel caso del Family Day, il 20 giugno 2015 riempie Piazza San Giovanni e a distanza di poco più di sette mesi il 30 gennaio 2016 riempie il Circo Massimo nella zona pianeggiante, nelle aree laterali, nelle strade limitrofe e in fondo fino al palazzo della FAO (guardare le foto relative ai due eventi per credere) allora non è un successo e nemmeno un successone, è semplicemente un evento epocale probabilmente senza precedenti nella storia d’Italia.

La verità è che il popolo del Family Day è un popolo che ama, che accoglie, che include, che coinvolge e che convince, è un popolo che vuole essere vicino a ogni persona indipendentemente dalle proprie tendenze, ma che non può accettare ideologie che sovvertono la realtà in nome di visioni soggettive e parziali.

Questo è quanto. Basta livore, basta menzogne, basta odio, intolleranza e violenza, il popolo del Family Day ha dimostrato di meritare rispetto e la libertà di esprimere il proprio pensiero.
Oppure diritti, democrazia e libertà valgono solo per qualcuno?

BLB

Per chi volesse vedere con i propri occhi e ascoltare con le proprie orecchie a seguire il video integrale del Family Day 2016

https://www.youtube.com/watch?v=uyDPMCB7ZcM

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