Giuste disuguaglianze

Procuste, personaggio della mitologia greca, usava appostarsi, secondo il racconto che se ne fa, lungo la via sacra tra Eleusi e Atene per tendere imboscate ai viandanti, una volta catturati li stendeva sopra un letto di pietra e ne straziava le carni amputando le parti del corpo eccedenti la dimensione del letto o smembrando i malcapitati nel tentativo di fargli coprire tutta la lunghezza del piano.

Era evidentemente il tentativo utopico di rendere tutti uguali, illusione perseguita anche nella storia con esiti non meno macabri di quelli del racconto mitologico.

Si pensi, ad esempio, ai totalitarismi del XX secolo e ai loro epigoni ancora presenti nel mondo.

Ma si pensi anche a quanti, magari con metodi meno cruenti dei regimi totalitari, ancora pretenderebbero di stendere tutti sul letto di Procuste.

Alla menzogna dei moderni Procuste bisogna allora opporre la verità del buon senso, del proverbiale “il mondo è bello perché è vario”, della realtà che ci dice che è impossibile realizzare un’uguaglianza assoluta e per tutti perché la natura ci fa nascere in tempi e luoghi diversi, uomini e donne, con qualità e tendenze tra le più disparate, l’esistenza ci sottopone poi a eventi incontrollabili, molteplici sono, inoltre, gli stati di vita nei quali ci si trova e un genitore è diverso da un figlio, così come un maestro da un allievo o un capo da un sottoposto.

Non si può, dunque, ottenere perfetta uguaglianza se non amputando membra e straziando corpi – ma dopo resterebbero solo più gravi sofferenze – e se anche si livellasse tutto verso il basso basterebbe poco tempo per vedere riemergere ancora una volta naturali differenze.

Rifiutando le erronee logiche ideologiche non può allora esistere che una sola uguaglianza, quella di chi riconosce in ogni persona la stessa inviolabile dignità, un’identica natura, una medesima origine e un fine esistenziale comune.

Solo il riconoscimento di questa vera uguaglianza permetterebbe l’effettivo esercizio di quei diritti fondamentali e inviolabili della persona, che sono presidio della dignità, della natura e della libertà personale.

Fuori da questa prospettiva, invece, non vi è altro che il reale, attuale e spietato dominio di Procuste.

BLB

Teseo Procuste

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*