Esperto in… Carcere

La notizia della consulenza a Sofri scatena la protesta del sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Il segretario generale Donato Capece è categorico: «La presenza di Sofri tra gli esperti negli Stati generali per le carceri è un fatto assai grave e inaccettabile». E aggiunge: «Meno male che ci hanno risparmiato la nomina del boss mafioso Totò Riina come massimo competente del 41 bis». A indignare il segretario del Sappe c’è anche il fatto che «gli italiani onesti e con la fedina penale immacolata pagheranno con le loro tasse le trasferte, i pasti ed i gettoni di presenza ad Adriano Sofri. Siamo letteralmente saltati sulle sedie, noi della segreteria generale del Sappe, quando abbiamo letto il decreto con cui il ministro Guardasigilli ha insediato gli esperti per dare esecuzione agli annunciati Stati Generali sulla esecuzione penale». L’auspicio del sindacalista è «che il Capo dello Stato Sergio Mattarella intervenga su quella che è una scelta del ministro della Giustizia inopportuna e inadatta». A qualche ora dalle prime reazioni Adriano Sofri ha deciso di rinunciare all’incarico. (Grazia Longo, La Stampa, 23/06/2015)

Ci sono le vittime, che portano ancora sulla pelle o nel cuore i segni della violenza subita. Come Mario Calabresi, che, con una rara signorilità, si limita a poche parole, pesanti come un macigno proprio perché così composte e misurate: «Sentire pareri diversi è sempre giusto, ma non comprendo la scelta di far sedere Sofri al tavolo della riforma». (Emilio Russo, l’intraprendente, 23/06/2015)

La scelta del Guardasigilli ha scatenato un vespaio senza precedenti. Ma non è una novità per una certa sinistra che da sempre cerca di “piazzare” gli (ex) estremisti rossi. Come fa notare Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, la mossa di Orlando segue, infatti, “un filo logico alla stessa stregua degli incarichi agli ex terroristi ed ex estremisti Azzolini e Pizzo conferiti dal sindaco Pisapia a Milano o la nomina a docente universitario dell’ex devastatore di città Francesco Caruso”. (il Giornale, 23/06/2015)

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