Perché andrò a Roma

Il 20 giugno 2015 andrò a Roma per partecipare in Piazza San Giovanni alla manifestazione organizzata dal comitato “Difendiamo i nostri figli”.

Ci andrò con mia moglie e con migliaia e migliaia di altre persone e famiglie di tutta Italia, ognuna con la propria storia e la propria unicità, incontrerò uomini e donne con idee e convinzioni – non solo politiche o religiose – tra le più diverse, ma accomunati dal desiderio di manifestare la bellezza, la bontà e la verità della famiglia.

Andrò a Roma – goccia con altre gocce di un oceano – perché è necessario agire e non restare a guardare.

Andrò a Roma perché è necessario riaffermare l’ovvio e il “banale”, cioè che non tutto ciò che viene detto matrimonio o famiglia è veramente tale.

Andrò a Roma perché il matrimonio e la famiglia non sono concetti da reinventare con un disegno di legge, né possono mutarsi con il mutare delle maggioranze parlamentari.

Andrò a Roma perché la famiglia – bene in sé e per la società tutta – va difesa e sostenuta.

Andrò a Roma perché i bambini non si toccano, non si privano del diritto di avere una mamma e un papà, di conoscere le proprie origini e di crescere senza ingerenze che possano ostacolare lo sviluppo e la determinazione della loro identità.

Andrò a Roma perché l’utero in affitto è una pratica iniqua e disumana.

Andrò a Roma perché l’ideologia del gender è una grande menzogna e davanti alle menzogne bisogna sempre proporre la testimonianza della verità.

Andrò a Roma perché gli uomini e le donne di oggi sono responsabili del mondo di domani.

Andrò a Roma perché voglio poter dire ai miei figli di domani che ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per contribuire alla costruzione di un mondo migliore nel quale farli vivere.

Andrò a Roma – tappa di un impegno quotidiano e che sempre continuerà – perché non credo ci siano più altre alternative e dopo potrebbe già essere troppo tardi.

BLB

difendiamo i nostri figli

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