Torte pericolose

In diversi Paesi del mondo si combatte da diversi mesi una vera e propria guerra delle torte. La cosa funziona così: una coppia gay si presenta in una pasticceria – i cui proprietari sono stati segnalati come cristiani o come critici del «matrimonio» omosessuale – e chiede una torta per celebrare la propria unione, o magari una festa di militanti LGBT. Non una torta qualunque, ma una con una statuina di due uomini o due donne in abito nuziale, o con uno slogan scritto con la panna come «Sì al matrimonio fra persone dello stesso sesso». Se il pasticciere si rifiuta, scatta la causa per omofobia, per «dare un esempio» e spaventare non solo i pasticcieri, ma tanti altri potenziali «omofobi». La campagna è mondiale, ed evidentemente coordinata. Spazia dagli Stati Uniti all’Europa. (Massimo Introvigne, La nuova Bussola Quotidiana, 13/02/2015)

Sarà dunque per “rieducare” i coniugi Klein che negli ultimi mesi i fanatici dei “diritti lgbt” hanno preso di mira la pasticceria Sweet Cakes bersagliandola con oltraggi e minacce di ogni genere. Il telefono del negozio e di casa – informa il Washington Post – squilla in continuazione e dall’altra parte c’è sempre qualcuno pronto a insultare. Oltre al numero esorbitante di telefonate, ci sono le ingiurie via mail, le minacce di morte («alcune anche fisiche», racconta il quotidiano americano), gli auguri che succeda qualcosa di brutto ai figli della coppia o che Melissa venga uccisa o violentata. Esasperati, i due pasticcieri chiuderanno bottega e cambieranno casa per tutelare la loro famiglia. Del resto, da quando quello dei Klein è diventato un caso mediatico, anche gli affari della Sweet Cakes hanno subìto effetti negativi. Secondo i coniugi, perfino i fornitori della pasticceria sarebbero stati «tormentati e molestati» affinché interrompessero ogni rapporto. (Elisabetta Longo, Tempi, 03/09/2013)

Il noto attore Patrick Stewart, famoso soprattutto per la sua partecipazione alla serie televisiva Star Trek, è sceso in campo in loro sostegno. Nessun, ha detto, deve essere obbligato a scrivere frasi contro cui non è d’accordo: “La coppia si è rifiutata non perché i clienti erano gay, o perché si doveva celebrare un matrimonio gay, ma per via della frase richiesta che non ha trovato la loro approvazione”. Hanno il diritto di non essere d’accordo, ha aggiunto. (ilsussidiario.net, 04/06/2015)

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