Cristiani perseguitati e silenzio complice

La persecuzione dei cristiani nel mondo ha assunto nel secolo scorso ed ancora nel tempo attuale dimensioni macroscopiche che vanno ben oltre ciò che attraverso i mass media trapela e i casi certamente eclatanti come l’ultimo attentato in Kenya.

Per verificare l’estensione geografica delle persecuzioni si guardi, per farsi un’idea, la cartina, disponibile anche online, contenuta nel Rapporto ACS 2014 sulla libertà religiosa nel mondo, realizzato dalla Fondazione di Diritto Pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre, si leggano i nomi degli stati dove essere cristiani può significare morire, si leggano i numeri di questa persecuzione, decisamente più elevati di quelli di ogni altra nella storia, si ascolti poi il silenzio di molti su questa tragedia contemporanea, silenzio che – come insegna la saggezza popolare – spesso è complice.

Ma si ascoltino anche le invocazioni d’aiuto giunte ancora una volta ieri (6 aprile 2015), per bocca di Papa Francesco al termine del Regina Caeli.

Queste le parole del Santo Padre: «Deve continuare da parte di tutti il cammino spirituale di preghiera intensa, di partecipazione concreta e di aiuto tangibile in difesa e protezione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani. Loro sono i nostri martiri di oggi, e sono tanti, possiamo dire che sono più numerosi che nei primi secoli. Auspico che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. Auspico veramente che la Comunità Internazionale non volga lo sguardo dall’altra parte».

Ci si guardi intorno adesso, oltre le dichiarazioni di facciata e i comunicati di solidarietà e condanna, si guardi ai gesti concreti.

Si scorge forse davvero la comunità internazionale rispondere a questa ennesima richiesta d’aiuto o ancora una volta la si vede lì ferma, a fingere di non sentire, non vedere, non sapere?

Forse ancora una volta sarà un silenzio complice, volgendo vigliaccamente lo sguardo altrove, l’unica vera risposta di una comunità internazionale da troppo tempo disinteressata al sangue versato dai cristiani.

BLB

Cartina libertà religiosa

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