Gender e realtà

In un’intervista del 7 febbraio 2015 su ItaliaOggi online, Walter Roffo – laureato in ingegneria gestionale, famoso illusionista e formatore in corsi di aggiornamento per manager e aziende – rispondendo ad una domanda sulla predominanza di illusionisti uomini fa notare che «le donne, in genere, non smontano, le macchinine. Da bambini i maschietti smontano le macchinine e le donne creano emozionanti storie d’amore giocando con le bambole. E questo si rispecchia anche nel pubblico. Alle donne non interessa il funzionamento di un telefono, di un frullatore o del motore di un’autovettura, ne godono i benefici… così per la magia, gli uomini tentano di scoprire i segreti e le donne si godono le emozioni che la magia può regalare».

Risposta condivisibile e di buon senso che osserva e descrive la realtà.

Risposta certamente non accettabile per i propugnatori di quell’ideologia gender per la quale l’identità sessuale sarebbe un dato fluido, determinabile e rideterminabile a piacimento.

Come si sa, l’ideologia difficilmente guarda ai fatti, sempre pronta a rispondere a chi li mostra, a chi guarda alla realtà, con la massima hegeliana «tanto peggio per i fatti».

Ma la realtà, per quanto si tenti di celarla, torna sempre libera e spontanea, come il gioco di un bambino che smonta una macchinina e di una bambina che accudisce maternamente la propria bambola.

BLB

Gioco bambini

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