Riflessione quaresimale

Certi cattolici par di vederli cristiani al modo in cui, a suo tempo, lo fu Giuda il traditore.

Sempre pronti a lamentarsi di una Chiesa ricca e sperperona, richiamano alla parsimonia e all’attenzione per chi manca dei beni materiali, ma poco o niente danno del proprio se non parole e d’altro solo ciò che per loro è già superfluo, né sembrano vedere oltre, verso quelle altre povertà, altrettanto gravi, che non sono materiali e che sono anche dei ricchi.

Come sono lontani dall’idea di povertà e di carità della Chiesa da ultimo mostrata da Papa Francesco, che nel messaggio per la Quaresima 2014 invita a farsi carico non solo della miseria materiale ma anche di quella morale e spirituale e mette in guardia dal «pietismo filantropico» perché c’è da diffidare «dell’elemosina che non costa e che non duole».

Ascolto parole cariche di pietismo filantropico e sento riecheggiare quelle di Giuda contro chi rendeva onore a Cristo a Betània pochi giorni prima l’inizio della Passione:«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?» (Gv12,5).

Sappiamo tutti come andò a finire.

BLB

Betania

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