Un brindisi con il dottor Plinio

«La birra alla spina, come tutto ciò che esiste, è l’abbozzo di un essere ideale che potrebbe essere perfetto. Essere perfetto significa due cose: primo, non avere difetti; secondo, portare le qualità al massimo. Io non avrò capito una birra alla spina se non sarò poi riuscito ad immaginare quella perfetta. Dopo averla immaginata, questa birra imperfetta mi fa capire un essere possibile che è l’allegria della mia vita. Il suo colore è senza dubbio molto bello, ma se fosse più intenso… Gli manca un po’ d’oro. D’altra parte, è una bella dimora per la luce. La luce che entra in essa e ci rimane è più bella di quella che si riflette nell’acqua. E non è dir poco, perché l’acqua, sotto un certo punto di vista, sarebbe la dimora ideale della luce; ma la birra alla spina può diventarne una più bella. Il boccale può fare da commento alla birra. Questo ambiente non va fatto da qualcuno, bensì da un ambiente. Un insieme di persone avverte la stessa cosa su questa bevanda, e un artista, se ha maggiore capacità di tradurre quel che tutti sentono, lo esprime per mezzo di un boccale. Una vita così vissuta nella contemplazione è molto più piacevole. Nella birra alla spina, io vedevo la possibilità di essere molto più di quel che era, e questa possibilità mi parlava di Dio. A poco a poco, si deve abituare lo spirito a degustare tante cose in questo modo. Un tizio al quale semplicemente piaccia la birra alla spina e che sappia soltanto trangugiarla, finisce con l’essere ubriaco. Bisogna fare questa operazione in salita verso il meraviglioso a proposito di un gran numero di argomenti, e allora la temperanza si stabilisce in modo molto più normale.»

(Plinio Corrêa de Oliveira, Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell’universo, Cantagalli, Siena, 2013)

Birra

 

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