I Forconi parte di un popolo vivo

Dopo quasi due settimane dall’inizio dei blocchi i Forconi, nonostante tutto, appaiono ancora vitali, né si può dire con certezza se e quando si spegneranno o in cosa eventualmente si evolveranno.

Certamente si tratta di una realtà complessa e controversa e per risolvere sbrigativamente la faccenda si sarebbe tentati di soffermarsi solo sull’ambiguità di qualcuno dei leader, sulla violenza di qualche frangia, sui dubbi circa l’efficacia di una protesta del genere, sui tentativi di attribuirsela da parte di qualche gruppo o ambiente.

Sarebbe però un grave errore, questa gente invece andrebbe perlomeno ascoltata, magari anche capita. Andrebbe notato che è scesa in piazza e l’ha fatto senza – in qualche caso anche contro – le sinistre e i sindacati che della piazza credevano di avere il controllo e il monopolio, contro i poteri forti sovranazionali e ciò che rimane dei sistemi ideologici, chiedendo più sovranità nazionale, meno tasse, la possibilità di potere continuare, cominciare o ricominciare a lavorare in maniera dignitosa.

Sì, certo, qualcuno tenterà magari di strumentalizzarli, si potranno anche non condividere i metodi, si potrà dissentire da alcune rivendicazioni ma, a ben guardare, molta di quella gente che oggi protesta fa parte di quel popolo che è la spina dorsale dell’Italia, un popolo non abituato alla mobilitazione, moderato, silenzioso, produttivo.

Quello stesso popolo che già si è mostrato più volte ultimamente scegliendo di non andare a votare in occasione degli appuntamenti elettorali o che, se c’è andato, ha scelto – per protesta, non certo per convinzione – chi si è presentato urlando più forte e almeno apparentemente contro il sistema.

É un popolo molto concreto, di quella concretezza che si acquisisce in una vita di lavoro, attaccato al reale, abituato al sacrificio.

Un popolo ancora, nonostante tutto, fondato sull’ethos cattolico, seppur non sempre vissuto consapevolmente e coerentemente. Un popolo, paese reale, quasi mai in sintonia con il paese legale, quelle istituzioni che dovrebbero sostenerlo e invece sembrano avere altre priorità dettate ora dall’inettitudine, ora del malaffare, ora dall’ideologia.

Un popolo che spesso viene addirittura nascosto a se stesso dai mezzi di comunicazione che rappresentano un paese mediatico che è solo grottesca caricatura della realtà.

Un popolo che tiene in considerazione i valori della vita e della famiglia e che già in più occasioni ha manifestato il suo pensare anche su questi temi e ancora sarebbe certamente disposto a farlo malgrado le difficoltà.

Se questo popolo sia maggioranza non è sempre facile comprenderlo, ma certamente solo su questo popolo si può costruire il futuro perché il problema non è solo economico, i Forconi hanno aperto un fronte, ma altri ce ne sono e la battaglia è adesso.

BLB

Forconi

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