Libero non più libero?

Leggo con disappunto l’articolo di Filippo Facci, pubblicato a pagina 17 dell’edizione di Libero di venerdì 08/11/2013.

Disappunto dettato non tanto dal contenuto, rispetto al quale mi sento di esprimere comunque tutto il mio dissenso, ma soprattutto dal tono sprezzante, pieno di livore e addirittura offensivo verso chi legittimamente la pensa diversamente.

Sorvolo sulle imprecisioni – a dire il meno – contenute nell’articolo, ma non posso fare a meno di notare che sposare certe tesi è un “autogol” clamoroso da parte di un quotidiano che fin dal nome vorrebbe presentarsi scevro da condizionamenti, controcorrente, politicamente scorretto e punto di riferimento per una larga fetta di lettori che si riconoscono nel pensiero conservatore.

No, non è bello leggere su Libero articoli degni di essere pubblicati sui giornali della sinistra più estrema, non è bello liquidare così, in maniera offensiva e con inopportuni accostamenti, il pensiero di milioni di italiani che ancora, nonostante tutto, credono nei valori della famiglia naturale e si riconoscono e si sentono rappresentati da uomini coraggiosi come l’Avvocato Giancarlo Cerrelli e l’Onorevole Alessandro Pagano, che in questo periodo sono stati la voce, insieme a tanti altri non meno valorosi, di un intero popolo che non ci sta a piegare il capo davanti ai nemici della famiglia che vorrebbero imbavagliare le coscienze.

Nella speranza che di Libero non rimanga soltanto il nome…

BLB

Libero

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